
Il doppio legame giuridico
- Posted by Mauro Scardovelli
- Date 29 Agosto 2026
- Categorie COMPRENDERE LA COSTITUZIONE, IL BLOG
Anche chi considera il diritto un argomento distante troverà in queste pagine domande molto vicine alla vita quotidiana: che cosa accade quando obbedire significa tradire la propria coscienza? Attraverso esempi concreti e un linguaggio diretto, Mauro illumina una trappola spesso invisibile e invita a riscoprire nella Costituzione uno strumento vivo di libertà e giustizia.
Ma prima di entrare nel vivo della lettura, vi proponiamo una breve sintesi degli otto articoli che ci hanno condotti qui perché emerge un filo comune: la piena realizzazione dell’essere umano nasce dall’incontro tra coscienza, comunità e Costituzione. Gli articoli precedenti hanno mostrato come appartenenza e identità e relazioni fondate sul dono permettano alla voce dell’Anima di esprimersi, mentre il neoliberismo alimenta competizione e dipendenza affettiva. Dalla trasformazione delle ferite d’amore al doppio legame, dalla comunicazione non verbale alla gerarchia delle fonti, il cammino conduce dalla sofferenza inconsapevole alla responsabilità e alla trasformazione. L’articolo conclusivo porta ora questa riflessione nel cuore dell’ordinamento giuridico, mostrando come leggi ingiuste possano imprigionare il cittadino tra obbedienza, coscienza e paura (N.d.R.).
Prima di proseguire nella nostra analisi, dobbiamo ricordare l’altro elemento necessario affinché si crei un doppio legame: la dipendenza. La dipendenza del bimbo dai propri genitori, certo, ma anche quella del cittadino adulto dal datore di lavoro dal quale teme di essere licenziato. O del cittadino dall’ordinamento, dal quale teme di essere punito se non obbedisce alle sue regole, anche quando ingiuste. Ecco, ora abbiamo tutti gli elementi per comprendere come si forma un doppio legame giuridico.
Ragioniamo nel modo più semplice possibile.
Partiamo considerando una legge incostituzionale. Una legge è incostituzionale quando è ingiusta, cioè quando la sua applicazione crea un’ingiustizia. Ad esempio premia chi si comporta male e punisce chi si comporta bene. Premia cioè i prepotenti, e penalizza i più deboli e perseguitati.
Un esempio concreto può essere la legge che consente agli imprenditori di delocalizzare l’impresa, licenziando i lavoratori. L’imprenditore sposta la sua azienda in un Paese dove il costo del lavoro è più basso, per ottenere un maggiore profitto. Ma questo avviene a danno dei lavoratori che rimangono senza lavoro e mezzi di sussistenza, se questi non sono previsti.
Una singola legge ingiusta non è sufficiente a creare un doppio legame perché i lavoratori, in base alla nostra Carta fondamentale, potranno fare causa all’imprenditore e stimolare il giudice a sollevare la questione di costituzionalità. Se tutto procede in modo corretto, la legge verrà dichiarata invalida dalla Corte Costituzionale e i lavoratori manterranno il loro posto.
I lavoratori hanno potuto avvalersi della metacomunicazione, e ottenere ragione in base ai loro diritti. Da quel momento in poi, nessun imprenditore potrà più delocalizzare, e i lavoratori saranno di nuovo protetti.
Ma se l’ordinamento è costellato di leggi di questo tipo, contrarie agli interessi dei lavoratori, come accade oggi, le cose quasi certamente andranno in modo diverso: i lavoratori proveranno a fare causa, ma il giudice non solleverà la questione di costituzionalità. I lavoratori perderanno la causa, perderanno i soldi delle spese giudiziarie e perderanno il lavoro. Oltre al danno, la beffa.
Ora: perché il giudice non solleva la questione di costituzionalità? Questa è la domanda fondamentale. La risposta è che i giudici oggi non conoscono più la Costituzione. Sono formati non al modello costituzionale, ma a quello neoliberista, che prevede la circolazione dei capitali e la delocalizzazione delle imprese come mezzi legittimi per incrementare il profitto degli imprenditori e degli azionisti, considerato il valore più importante da proteggere.
Ma i sindacati, previsti in Costituzione per difendere i diritti dei lavoratori, che cosa ci stanno a fare? Praticamente nulla: di fronte alla minaccia di delocalizzazione, devono cedere su tutti i fronti.
Quindi i lavoratori sono avvisati. State buoni al vostro posto, accettate paghe sempre più basse, altrimenti farete una brutta fine.
Ed eccoci: non potendo meta-comunicare, i lavoratori si trovano in un doppio legame. Se si comportano in modo giusto – come dettano la loro coscienza e la Costituzione – e ricorrono al giudice, vengono puniti; se obbediscono alla legge ingiusta– mettendosi in contrasto con la propria coscienza – vengono comunque puniti. La prepotenza vince in ogni caso.
Chi perde è la giustizia, la Costituzione, l’Anima dei lavoratori e l’Anima del Popolo italiano.
Perché il Popolo italiano non si solleva per difendere la propria Anima? Non si solleva perché i cittadini, come i giudici, sono diventati in maggioranza neoliberisti, grazie a una propaganda martellante senza precedenti. Televisioni, giornali, media in senso lato sono posseduti dai neoliberisti.
Un discorso assolutamente analogo a quello che abbiamo fatto sul lavoro vale in tutti i settori della società: scuola, sanità, piccola impresa, famiglia, pubblica amministrazione e altri ancora.
Oggi un insegnante onesto e competente che, per obbedire alla sua coscienza e alla Costituzione, insegna ciò che è più importante per il bene dei suoi alunni – cioè i valori costituzionali della solidarietà, della collaborazione, dell’empatia, dell’ascolto e della cultura – viene punito, non premiato. Ciò che è importante nella scuola neoliberista di oggi sono le istruzioni e i test standardizzati, i protocolli didattici, la burocrazia. Tutte cose incostituzionali che fanno male agli insegnanti e agli alunni.
Lo stesso vale per un medico. Il medico oggi deve scegliere tra la sua coscienza e la Costituzione, da un lato, e l’obbedienza a leggi incostituzionali, dannose per lui e per i pazienti, dall’altro. Molti medici, in conseguenza di questo terribile doppio legame, si ammalano.
Per uscire dal doppio legame generalizzato, occorre quindi un salto di consapevolezza da parte dei cittadini. Favorire questo passaggio, con tutti i mezzi disponibili, è il compito primario degli intellettuali onesti. Essi devono unire le forze e mettersi al servizio della giustizia costituzionale. Al servizio dello Ius, e non del dominio arbitrario della Lex, scissa dallo Ius. Devono creare una breccia nella muraglia creata ad hoc per separare la coscienza dei cittadini dalla loro Costituzione e dai valori eterni dell’Anima personale e collettiva.
Riferimenti bibliografici

I bambini salveranno il mondo
Verso un nuovo rinascimento spirituale e costituzionale
Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
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