Come possiamo liberarci dal giogo della finanza internazionale e riprendere a sognare e modellare il nostro futuro

Come è noto, sogni, desideri, aspirazioni, speranze, eros, humor, sono la linfa vitale della nostra anima. Se i sogni finiscono, se l’eros ci abbandona, la nostra vita finisce.

Pur rinchiusi in una gabbia economicista sempre più stretta, continuiamo a desiderare, sognare, sperare. Ma in modo sempre più debole e incerto.

Il futuro è diventato una minaccia. Siamo tutti intrisi di paura.

Quali azioni sono necessarie oggi per ridare nutrimento ai sogni, per dare forza ai desideri, per alimentare la linfa vitale che scorre dentro di noi?

Evidentemente siamo confusi, altrimenti ci mobiliteremmo insieme.

Non ci sono moltissime cose da fare. In fondo ce n’è una sola:

attuare la nostra Costituzione.

Che cosa significa attuare la Costituzione?

Significa in primo luogo riacquisire calma, serenità, gioia di fondo, in sintonia con la natura della nostra anima, socievole, collaborativa, donativa.

Questo è esattamente ciò che è scritto nella Costituzione, che letteralmente prevede il pieno sviluppo della persona umana come prerequisito per creare una democrazia.

A settant’anni dalla sua entrata in vigore, molti passi avanti sono stati fatti nelle scienze psicologiche, nelle scienze umane, nelle scienze della natura, e sappiamo scientificamente che “pieno sviluppo della persona umana” significa pieno sviluppo della sua essenza spirituale.

Per attuare la Costituzione, la scuola pubblica, di ogni ordine e grado, deve svolgere il suo ruolo centrale: educare i cittadini ai valori costituzionali.

Il pieno sviluppo della persona umana, fondamento di tutti i valori, presuppone la capacità di autoanalizzarsi. Autoanalizzarsi per comprendere i propri moventi interni, le proprie emozioni, i propri talenti, le proprie risorse, autoeducando le parti dissonanti con il progetto della propria anima. Capacità che non può prescindere da un contesto che offra una base sicura, un appoggio, un costante sostegno. Un contesto che fornisca fiducia e stima incondizionata, per superare la paura, connessa alla percezione della nostra fragilità e vulnerabilità.

Creare questo contesto è il compito primario della scuola.

Senza base sicura interiorizzata, la paura e le altre passioni tristi ci impediscono di comprendere e governare la nostra realtà interiore. E nello stesso tempo ci impediscono di comprendere i moventi profondi della realtà politica esterna, rimanendo in balia di una classe dirigente composta di retori, cioè di persone che non parlano alla ragione, ma si rivolgono alla nostra pancia, sede dei nostri istinti più bassi.

Dei trentaquattro dialoghi di Platone, quattordici sono rivolti contro i retori, che rendono impossibile il buon governo della polis. La democrazia diventa cachistocrazia, il governo dei peggiori. L’economia diventa crematistica, produrre denaro con il denaro. La comunità si sfascia, e insieme alla comunità muore l’etica. I migliori vengono puniti e sacrificati, e i peggiori si arricchiscono e governano.

Platone, che inizia a riflettere su questi temi dopo la morte di Socrate, suo maestro, sembra descrivere la situazione in cui oggi siamo immersi.

Il modello economico della Shock Economy

Viviamo nei tempi della Shock Economy, ovvero dentro il modello economico che impone le sue decisioni attraverso il ricorso sistematico a situazioni di allarme e paura. Favorire la creazione di una base sicura interiore va oggi considerato un pronto soccorso indispensabile per le anime tormentate, che vivono nella disperazione, nella paranoia, nell’ossessività, preda delle subpersonalità e delle passioni tristi.

Salvo poche eccezioni, il popolo italiano è depresso, oppresso, compresso. Non può esprimere i suoi veri talenti.

Perché?

Il perché ce lo spiegano i giornali e le tv liberiste mainstream. Non possiamo esprimere i nostri talenti e la nostra creatività perché abbiamo speso troppo, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, non siamo competitivi, siamo corrotti e pigri. La lista dei difetti che ci vengono rimproverati è abbastanza lunga e sempre uguale a se stessa.

In realtà è una lista di fandonie, di menzogne criminali, perché diffondono la disperazione e producono la morte di decine di migliaia di giovani, di imprenditori, di disoccupati.

Noi oggi dobbiamo superare, lasciar andare, ripudiare la forma mentis neoliberista, divisa, frantumata in compartimenti stagni, ostile all’uomo e alla natura.

Per questo è necessario e urgente creare una nuova università popolare, accessibile a tutti, e altre emittenti di retta informazione e retta formazione della mente. Abbiamo un disperato bisogno di una mente capace di pensare in risonanza, anziché in perenne antagonismo, con gli altri esseri umani e con la natura che ci ospita.

Una mente reticolare, ologrammatica. La via della vita, la via della natura, la via dell’autentica spiritualità, condivisa e seguita dai più grandi pensatori dell’Umanità, da Buddha, a Confucio, da Socrate ad Aristotele, a Gesù, a san Francesco. Fino a quelli del Novecento come Ghandi, Simon Weil, Einstein e i più grandi fisici quantistici.

Dove troveremo i soldi?

A questo punto sorge una domanda: indebitati come siamo, dove troveremo i soldi per creare una nuova scuola pubblica e una nuova TV, per diffondere retta informazione, per formare cittadini, insegnanti, dirigenti ai nuovo valori costituzionali?

La risposta è molto semplice: l’Italia, come Stato Costituzionale democratico moderno, può creare tutta la moneta di cui ha bisogno con un click su un computer, come oggi fanno le banche private. In questo modo può creare la scuola, l’università, la TV che vuole. Può creare tutti di posti di lavoro che vuole e far ripartire l’economia salvando le imprese strangolate dalla mancanza di liquidità.

Queste semplicissime informazioni sono pressoché sconosciute al popolo, che subisce passivamente gli sporchi giochi di una classe dirigente priva di scrupoli, collusa e corrotta con il sistema della finanza internazionale.

Oggi l’1% della popolazione mondiale governa il restante 99%, e si arricchisce con i beni prodotti da questa parte, che si impoverisce sempre di più.
Un vero incubo personale e collettivo.

L’Italia è nota in tutto mondo per la cultura. Cultura non significa solo arte, musica, poesia, o scienza, ma significa anche impresa. I nostri piccoli e medi imprenditori sono stati i più creativi e innovativi del mondo. In meno di due decenni, dopo la guerra, siamo diventati la quinta potenza economica del pianeta.

Abbiamo superato la Francia e l’Inghilterra, e stavamo per raggiungere la Germania.

Ma l’Italia, uscita sconfitta dalla guerra, era considerata una colonia. Non poteva certo permettersi di competere con i paesi forti. Questo era contrario agli interessi delle grandi potenze, che ancora ricoprono posizioni dominanti nell’ONU, nella Banca mondiale, nel Fondo monetario Internazionale, nel WTO, ecc…
L’Italia quindi è stata attaccata dal sistema della finanza internazionale, a partire dalla fine degli anni ’70.

Dopo quattro decadi di occupazione neoliberista, ce la può fare a riprendersi?

Sì, l’Italia può uscire dall’incubo se applica integralmente la sua Costituzione. Il che vuol dire che può riacquisire la sovranità monetaria, economica e fiscale, che oggi ha ceduto all’Unione Europea e ai mercati finanziari. Può quindi finanziare le piccole e medie imprese, può assumere nella pubblica amministrazione tutti i disoccupati, può favorire la creazione di nuovi posti di lavoro.

I migliori economisti keynesiani, fedeli alla Costituzione, si sono spesi in tutti i modi per far capire al popolo italiano che le nostre piccole e medie imprese, innovative e creative, sono il motore della nostra eccellenza economica, e come il divorzio Banca Centrale / Ministero del Tesoro del 1981, sottraendo alla politica la possibilità di fare spesa pubblica a favore del lavoro e della piccola impresa, abbia segnato l’inizio della deriva neoliberista, favorendo il grande capitale.

Il modello costituzionale di economia keynesiana, sostiene l’artigianato, la piccola impresa, l’impresa cooperativa, e prevede misure di cautela nei confronti della grossa impresa privata che, accumulando immensi profitti, può facilmente influire sulle scelte della politica.

Tornare al modello costituzionale significa dare valore alle persone, al loro benessere, e non sottoporsi ai ricatti dei mercati, con tutte le nefaste conseguenze che ne derivano.

Unica vera difficoltà: far capire al popolo il pensiero dei suoi grandi intellettuali critici, liberi di parlare fuori dal mainstream.

La finanza internazionale può distruggere un popolo frammentato e diviso su tutto.

Ma non può far nulla contro un popolo democratico, unito sotto la bandiera della sua Costituzione, e deciso a riconquistare la sua libertà.

Conclusioni

Un popolo depresso, impoverito, impaurito, sfiancato da una burocrazia sempre più aggressiva, come può trovare l’energia disponibile per studiare e comprendere la Costituzione? Costituzione che non è conosciuta neppure dalla maggioranza dei giudici e degli avvocati, formati nelle università neoliberiste?
Il compito degli intellettuali critici, di informare e formare il popolo, sembra un’impresa impossibile. Nonostante il loro strenuo impegno, stiamo scivolando rapidamente negli Stati Uniti d’Europa, ovvero nella perdita di ogni residuo di sovranità nazionale. Pericolo massimamente temuto dai nostri costituenti, come risulta dai lavori preparatori.

Nel testo A possible Dream, abbiamo già analizzato alcune mosse che è in nostro potere fare.
Qui ne aggiungo un’altra: il linguaggio degli intellettuali critici, riuniti in un Think Tank coeso, per potersi rivolgere davvero a tutti, dovrà raggiungere un alto livello di sintesi, semplice ed essenziale, esprimibile in poche frasi, che diventano dei mantra facilmente diffondibili.
Lo stesso che hanno fatto i neoliberisti. Ma loro hanno creato dei mantra per distruggere i popoli. Noi dobbiamo creare dei contromantra per salvarli.

Ve ne propongo alcuni:

  • Lo stato democratico costituzionale può stampare tutta la moneta necessaria con un click sul computer.
  • Chi, politico o dirigente, dice che non si può fare una cosa perché mancano i soldi, sta mentendo, per ignoranza o per tornaconto personale.
  • Un politico onesto dovrebbe dirci una sola cosa: non è possibile fare alcuna politica a favore del popolo nella situazione normativa attuale.
  • L’attuale sovranità dei mercati non è un dato irreversibile di natura al quale non ci resta che sottostare. La Costituzione attribuisce la sovranità originaria al popolo, e impedisce ogni cessione di sovranità.
  • Il trasferimento della sovranità dal popolo ai mercati è stato opera di una classe dirigente al servizio della finanza internazionale.
  • Le norme introdotte da questa classe criminale sono tutte incostituzionali, e come tali, insieme ai loro effetti, possono essere legittimamente annullate e disapplicate.

Mauro Scardovelli,
maggio 2019