
Costituzione e sviluppo della persona
Articolo 3: la Garanzia del Pieno Sviluppo
Una breve sintesi dei precedenti articoli può chiarire il senso del contributo di oggi: nel post del 10 gennaio 2026, “Una rivoluzione attraverso la Costituzione”, la democrazia sostanziale viene riportata alla sua radice: il pieno sviluppo della persona. Non è un fatto privato, ma un presupposto politico: libertà di pensiero, coscienza etica universale e capacità di smascherare ogni potere-dominio, radicate nelle qualità dell’amore più che nell’ego. Il 17 gennaio 2026, “Il neoliberismo nella politica” descrive invece la deriva: la politica, da arte del buon governo, si trasforma in “antipolitica”, mentre gli organi di garanzia immaginati dai Costituenti risultano permeati dal paradigma neoliberista. Da qui il passaggio decisivo: se le istituzioni non proteggono più la Costituzione, la garanzia più forte resta quella che dipende da noi. L’articolo che segue, “Costituzione e sviluppo della persona”, traduce questa tesi in percorso: auto-organizzazione, formazione, comunità e pratiche di consapevolezza per riattivare il progetto costituzionale, dall’Io al Noi. È un invito a ricostruire fiducia e unità, iniziando dall’interiorità concretamente (N.di.R.).
Tutto il sistema di garanzia previsto dai nostri Costituenti per evitare il ritorno del neoliberismo sembra decisamente fallito, ma non è così. I Costituenti, con straordinaria lungimiranza, hanno introdotto nell’articolo 3, comma 2, la garanzia più potente e invincibile che esista: quel «pieno sviluppo della persona umana» a cui abbiamo accennato.
Il dovere morale-giuridico del pieno sviluppo della persona è l’unica garanzia sulla quale possiamo ancora contare, perché dipende solo da noi, da ciascuno di noi. In questo settore, a differenza di altri, non dipendiamo dalle istituzioni che ci hanno abbandonato e tradito. Non dipendiamo da Roma o da Bruxelles. In questo settore possiamo auto-organizzarci, riunirci in gruppi di lavoro, cercare persone competenti e disponibili, capaci di aiutarci sulla via dell’auto- realizzazione.
Possiamo creare scuole, gruppi di studio, università popolari, il cui obiettivo è la realizzazione personale insieme alla realizzazione del Popolo Comunità, come previsto in Costituzione.
Una rivoluzione antropologica e spirituale e il Counseling Comunitario
Le nuove forze politiche emergenti, che si riconoscono nel progetto costituzionale, devono compiere uno sforzo enorme nel campo della formazione e dell’informazione veritiera, per restituire al Popolo la consapevolezza della sua storia e dei suoi talenti creativi, anche in campo imprenditoriale. Talenti oscurati e oppressi dalla propaganda menzognera oggi imperante, che ci fa credere pigri, disonesti, incapaci, quindi impotenti.
Occorre restituire fiducia, visione e potere creativo a un Popolo oppresso, depresso, sfiduciato. Schiavizzato prima dalla dittatura finanziaria.
Abbiamo il compito, tutti noi insieme, di portare avanti una straordinaria rivoluzione, antropologica e spirituale. Una rivoluzione, un’azione collettiva, allegra, pacifica e democratica, che traghetti l’umanità dalla sponda del potere-dominio esclusivo dei pochi sui molti, alla sponda dell’amore reciproco- comunitario-inclusivo, come previsto dalla nostra Costituzione.
Le nuove “armi” di questa rivoluzione sono la meditazione, lo studio, la riflessione profonda, la condivisione, il dialogo, il Counseling Comunitario. Quest’ultimo è una pratica di aiuto che consente all’Io cosciente adulto delle persone di contattare le zone più trascurate e ignorate del proprio sé. Zone, inconsce o preconsce, abitate da parti infantili, preda di passioni tristi originate da traumi non risolti con figure genitoriali. Parti infantili prigioniere che da anni o decenni attendono vanamente che si dia loro libertà e giustizia, ovvero che l’Io adulto le ascolti profondamente, le riconosca nella loro legittima sofferenza, e dia loro il valore che meritano, aiutandole a crescere aderendo ai valori dell’Anima.
Perché “Comunitario”? Perché in esso, a differenza del counseling tradizionale, non ci si concentra sui problemi specifici delle singole persone, che vengono letti come manifestazioni individuali di problemi comuni universali. Problemi etico-politici-spirituali, che l’umanità sta faticosamente attraversando.
Questo processo di trasformazione, nello stesso tempo individuale e collettivo, è ancora in una fase iniziale, e va supportato attraverso pratiche democratiche di consapevolezza, mirate a creare aggregazione e unità là dove oggi vi sono scissione e divisione. E questo vale anche e in primo luogo per i movimenti, le associazioni, le nuove forze politiche, che sono sempre sul filo della scissione e della frammentazione. Unire queste forze in un unico progetto, che coinvolga le energie giovanili del Paese, per attuare insieme la Costituzione, Anima del Popolo italiano, è oggi il compito prioritario che ci aspetta.
Riferimenti bibliografici

I bambini salveranno il mondo
Verso un nuovo rinascimento spirituale e costituzionale



