
Il neoliberismo nelle istituzioni
- Posted by Mauro Scardovelli
- Date 31 Ottobre 2026
- Categorie COMPRENDERE LA COSTITUZIONE, IL BLOG
Che cosa lega il lavoro, la scuola e la possibilità di vivere senza paura del futuro? Anche quando il linguaggio del diritto sembra lontano, queste domande ci riguardano da vicino. Il testo invita a guardare le istituzioni a partire dalle persone e dai loro bisogni: un modo per avvicinarsi a principi che spesso sentiamo nominare, senza fermarci a considerarne il significato nella nostra vita. (N. di R.)
Non tutti, neppure la maggioranza dei giuristi, sanno che la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 è parte dello ius gentium, ovvero dello ius cogens, fonte superiore e inviolabile da parte di tutte le altre fonti del diritto internazionale, compresi i trattati. In altri termini, come nel diritto nazionale le leggi ordinarie trovano un limite nella Costituzione, così i trattati internazionali trovano un limite invalicabile nello ius cogens.
La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è una sorta di Costituzione mondiale, valida per tutti i popoli. Il potere costituente, da cui scaturisce, è l’insieme dei valori che la comunità internazionale nel ’48 condivise e ritenne irrinunciabili, affinché non dovesse mai più ripetersi l’orrore delle guerre mondiali e dei totalitarismi del Novecento.
Essa costituì il punto di arrivo dell’Io collettivo umano dal punto di vista giuridico, dal quale si decise che non si sarebbe mai più dovuto tornare indietro. Nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani troviamo il diritto all’autodeterminazione dei popoli (ovvero il diritto dei popoli a esercitare la sovranità sul proprio territorio) e il diritto al lavoro, ovvero il diritto alla piena occupazione, unica via in grado di assicurare a ogni lavoratore e alla propria famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
L’autodeterminazione dei popoli ha lo scopo di porre fine a ogni forma di colonialismo e imperialismo, sia esso militare, economico o finanziario.
Il diritto alla piena occupazione ha, invece, lo scopo di proteggere i lavoratori dal capitalismo sfrenato, ovvero dal libero mercato – libera circolazione di capitali, merci, servizi e persone – ritenuto già dai Padri costituenti la vera causa dei disastri del Novecento. Nella Dichiarazione Universale c’è anche scritto che l’istruzione, in ogni Paese del mondo, deve essere indirizzata al pieno sviluppo della persona umana e al rispetto dei diritti fondamentali. L’istruzione, in sostanza, deve favorire il mantenimento della pace, promuovendo la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra nazioni, etnie, gruppi religiosi. In altre parole, la Dichiarazione Universale rende giuridicamente obbligatoria l’educazione ai valori della non violenza gandhiana, radicata nell’eguaglianza, nella pari dignità e nel rispetto di sé e degli altri, che sono i fondamenti di una società libera e giusta. Si specifica inoltre che ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
Riferimenti bibliografici

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Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
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