
Diritti da vivere
- Posted by Mauro Scardovelli
- Date 7 Novembre 2026
- Categorie COMPRENDERE L'ECONOMIA, IL BLOG
Che cosa lega uno stipendio dignitoso, una visita medica e la possibilità di mandare i figli a scuola? Anche quando economia e Costituzione sembrano argomenti lontani, le incontriamo nelle nostre giornate. Questa riflessione invita a guardare più da vicino il rapporto tra i diritti che riconosciamo e le scelte necessarie a renderli concreti. Per seguirla, possiamo partire proprio dalle nostre esperienze. (N. di R.)
Dichiarazione, Costituzione e adesione al modello keynesiano
Sovranità popolare, democrazia sociale, pieno sviluppo della persona umana, diritti inviolabili dell’uomo, doveri verso la comunità, diritto al lavoro, diritto a una retribuzione dignitosa, diritto alla sanità, all’istruzione, alla previdenza, pace e giustizia tra le nazioni… sono tutti temi condivisi con le stesse parole, quasi alla lettera, nella Dichiarazione Universale e nella Costituzione italiana. Non c’è da stupirsi: la Costituzione italiana entra in vigore nel gennaio del ’48. La Dichiarazione, di poco posteriore, è modellata sulla Costituzione italiana, considerata la più democratica del mondo.
Possiamo ora chiederci: dal punto di vista della moneta, dell’economia e della finanza, che cosa hanno in comune questi due documenti?
Semplice: l’adesione al modello di economia keynesiano, che protegge il lavoro attraverso un intervento attivo dello Stato, e il ripudio del contrapposto modello di economia liberista, che favorisce i capitali privati, eliminando ogni controllo, vincolo e direzione da parte dello Stato democratico.
Perché utilizzo una parola così forte come “ripudio” del liberismo?
Perché i due testi si fondano su un’equivalenza allora assolutamente ovvia (oggi non più): si ripudia l’economia liberista perché, come già detto, i Padri costituenti la consideravano causa delle ingiustizie sociali, delle oppressioni dei popoli e delle guerre del secolo scorso.
In altri termini: il ripudio della guerra comporta logicamente il ripudio delle sue cause. Tra le sue cause la più importante è il tipo di economia che alla guerra ha sempre portato: quella liberista.
Riferimenti bibliografici

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Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
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