
Moneta e debito
- Posted by Mauro Scardovelli
- Date 24 Ottobre 2026
- Categorie COMPRENDERE L'ECONOMIA, IL BLOG
Quando si parla di moneta e debito, è facile pensare a questioni riservate agli economisti. Eppure riguardano il lavoro, i servizi che utilizziamo e le possibilità che immaginiamo per il futuro. Anche senza conoscenze specialistiche, possiamo avvicinarci a queste domande. La riflessione di Mauro parte da qui e ci conduce verso un legame meno evidente: quello tra economia e mondo interiore. (N. di R.)
La prima cosa che bisogna comprendere, sulla quale siamo pessimamente informati, è come funziona la moneta. Noi, quasi tutti, crediamo che emettere moneta per fare spesa pubblica crei sempre un debito che va restituito.
Ma non è così.
La verità è che uno Stato democratico, come il nostro, fondato sulla sovranità popolare, può stampare tutta la moneta necessaria con un clic sul computer. Necessaria per cosa? Per fare politica, per creare piena occupazione, stato sociale, diritti, sviluppo dell’economia, e tutto questo senza creare alcun debito. Questa è la moneta non a debito. Poi esiste, è vero, anche la moneta a debito.
La moneta è a debito, quindi crea effettivamente un debito pubblico da restituire, quando uno Stato ha ceduto la sua sovranità monetaria alle banche private. A esse dovrà necessariamente rivolgersi per chiedere la moneta di cui ha bisogno.
Da quel momento in poi saranno le banche a dettare allo Stato la sua agenda politica, in quanto possono decidere quanta moneta creare, quando crearla, come distribuirla e a chi. Molto semplice da capire.
La moneta non a debito è propria di una società sana.
La moneta a debito è propria di una società malata. Oggi viviamo, a livello planetario, in una società fondata sulla moneta a debito, società che ci fa soffrire e ammalare tutti, fisicamente e mentalmente.
Vediamo perché.
Con la moneta non a debito potremmo costruire società giuste, eque e benestanti, nelle quali i valori primari sono il rispetto e il pieno sviluppo della persona umana e il rispetto dell’ambiente che ci ospita.
Invece abbiamo (inconsapevolmente come cittadini, molto consapevolmente come classe politica) optato per la moneta a debito, un sistema diabolico che distrugge l’umanità e l’ambiente, che distrugge la nostra psiche e ci rende ostili gli uni agli altri e persino a noi stessi.
La moneta non a debito svolge la funzione di favorire lo scambio di beni e servizi reali tra le persone. Serve a far crescere la prosperità e il benessere dei popoli, favorendo la distribuzione della ricchezza, la piena occupazione e la dignità del lavoro.
La moneta a debito svolge una funzione completamente diversa: quella di favorire l’accumulo di ricchezza nelle mani di poche persone, a scapito del benessere dei cittadini, che tale ricchezza producono con il proprio lavoro. Essa è funzionale all’accumulo di capitali, alla deflazione salariale e richiede un esercito di disoccupati di riserva.
La prima è tipica di una società giusta, equanime e comunitaria. La seconda è tipica di una società ingiusta, diseguale e competitiva.
Non solo: la moneta non a debito è parte essenziale di uno Stato costituzionale e democratico moderno, nel quale la sovranità appartiene al Popolo. Sovranità significa autodeterminazione, indipendenza politica di un Popolo.
Con la moneta a debito, la sovranità passa dal Popolo alle banche private e ai mercati, cioè alla finanza internazionale. Il Popolo non è più indipendente, non può più decidere la propria politica, ma deve seguire la politica decisa dalle banche private. Chi trae dunque vantaggio dalla moneta a debito?
Evidentemente la classe dei più ricchi. In tal modo la finanza domina i popoli del mondo, succubi della gabbia in cui una classe dirigente inconsapevole o corrotta li ha rinchiusi.
Si può uscire dalla gabbia? Sì, c’è una porta che può essere aperta, possedendo la giusta chiave.
La chiave magica non si trova nel mondo esterno, quello delle banche, dello spread, del debito, delle istituzioni politiche; non si trova neppure nelle rivoluzioni, nelle insurrezioni, nella vendetta, nella rabbia.
La chiave si trova nel mondo interno di ognuno di noi.
Il colpo di genio del neoliberismo è quello di aver nascosto la chiave nel luogo più inaccessibile, nel luogo dove l’uomo non va mai a cercarla: quello della sua psiche.
Riferimenti bibliografici

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Autore
Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
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