
Il Cammino della Rinascita
L’itinerario dei sedici post (luglio-novembre 2025) è un unico grande capitolo: diagnosi radicale della società neoliberista, riscoperta del lavoro e dei beni culturali, rinascita delle comunità, fino alla centralità dell’Amore e del carisma come forze trasformative.
Sintesi a cura della redazione.
A partire da Dall’IO al caos (26 luglio), Mauro descrive il trionfo dell’individualismo competitivo: dalla celebre frase di Thatcher “la società non esiste” alla dissoluzione di comunità, famiglie, movimenti, sostituiti da individui in lotta tra loro. La competizione sfrenata, legittimata dal darwinismo sociale, alimenta concentrazione di potere, demolizione della democrazia e proliferare di guerre e propaganda. In L’individualismo è una malattia (2 agosto) questo quadro diventa psico-spirituale: l’individualismo è paragonato a un tumore che distrugge il corpo sociale e la “madre terra”; la psiche frammentata perde contatto con la realtà, il cuore – simbolo dell’amore – si ammala perché sepolto sotto il narcisismo dell’“io prima di tutto”.
Con Rinascere nelle Comunità (22 agosto) la diagnosi si apre alla cura: le malattie individuali rispecchiano quelle sociali, e la risposta è la ricostruzione paziente di comunità – interiori, familiari, locali – fino al “Popolo comunità”. L’essenza è il dono reciproco: chi ha più coscienza “deve dare di più”. In Stiamo dando il massimo? Il ruolo degli intellettuali (30 agosto) la responsabilità viene posta soprattutto sugli intellettuali: in una società neoliberista che premia chi mente e punisce chi dice il vero, la domanda è se ciascuno stia davvero dando il massimo per elevare la propria coscienza.
La trilogia sul lavoro approfondisce il nesso tra economia e dignità umana. In Il lavoro tradito (6 settembre) si mostra come gran parte del lavoro oggi produca beni inutili o dannosi, mentre chi crea beni realmente necessari potrebbe lavorare solo mezza giornata; il lavoro è diventato spesso alienante e privo di senso. Il lavoro secondo la Costituzione (13 settembre) ribalta lo sguardo: per la Carta il lavoro non è “sudore della fronte” ma mezzo di autorealizzazione e contributo al progresso materiale e spirituale del paese; il vero lavoro nobilita, non abbrutisce. In Lavori necessari e utili (20 settembre) si elenca una lunga serie di lavori di pubblica utilità (insegnanti, medici, artigiani, madri…) e si immagina un’organizzazione in cui le persone svolgono solo la parte più creativa, con macchine a liberarle dalla fatica ripetitiva.
Neoliberismo e sfacelo della psiche (27 settembre) collega tutto questo all’assenza di educazione costituzionale: la propaganda neoliberista ha corrotto la psiche al punto da rendere inconsistente ogni morale; eppure l’art. 3 Costituzione, mai attuato nelle scuole, affida a ciascun cittadino il dovere di lavorare su di sé per il pieno sviluppo della persona. Con Beni culturali e spirituali (4 ottobre) il cuore dell’economia si sposta sull’arte e sul pensiero creativo – musica, poesia, artigianato, ricerca – come beni supremi per l’evoluzione umana, superiori alla produzione di massa standardizzata. La socio-cultura (11 ottobre) sviluppa Zagrebelsky: l’Italia è “fondata sulla cultura”, intesa come “coltivazione del sociale”; cultura vera significa creare comunità e un Popolo Comunità regolato dalla legge del dono reciproco. Far crescere nuove comunità… (17 ottobre) definisce questa creazione di comunità come la forma d’arte più importante oggi, antidoto concreto al veleno neoliberista perché spezza isolamento e passività.
A questo punto la serie compie un salto spirituale. In Azzerare tutto! (25 ottobre) l’autore propone di “ripartire da uno spazio vuoto”, azzerare abitudini e visioni vecchie, e usare strumenti come l’“astronave” per visualizzare desideri dell’Anima già realizzati, liberando creatività spirituale e rendendo felici i “bambini interiori”. Rinascere nell’Amore che muove tutto (1 novembre) mette al centro “l’Amor che move il sole e l’altre stelle”: la vera rivoluzione richiede che artisti, scienziati, filosofi e creativi mettano la propria opera al servizio dell’elevazione della coscienza, accettando anche la perdita di privilegi, sorretti da una fede totale nell’Amore come forza coesiva del cosmo.
Siamo in guerra (8 novembre) radicalizza il linguaggio: il neoliberismo è un attacco alle radici della società costituzionale-spirituale e difendere la Costituzione diventa un “dovere sacro”, innanzitutto per gli intellettuali chiamati a guidare comunità coese anche a costo di perdere agi e riconoscimenti. In Vivere nella piena felicità (15 novembre) la strategia operativa ritorna all’interiorità: il lavoro di UniAleph funziona solo se si abita uno stato di innamoramento e piena felicità, superando lamentele e passività grazie a pratiche come “azzerare tutto” e l’“astronave”, che liberano energia vitale per la creatività spirituale. Infine, Potenza del carisma (24 novembre) mostra come stati elevati di amore e grazia modifichino la biochimica e irradino “frequenze” che influenzano gli altri: il carisma – coltivabile con pratica costante – diventa forza politica e comunitaria, soprattutto quando è condiviso da gruppi di “nobili amici” capaci, come piccoli nuclei coesi, di cambiare il corso degli eventi.
Riferimenti bibliografici

I bambini salveranno il mondo
Verso un nuovo rinascimento spirituale e costituzionale



