
Essere liberi nel pensiero
Le domande dalle quali siamo partiti sono: possiamo cambiare questo mondo, creato da noi, radicato nella violenza, nella falsità, nell’ingiustizia?
Possiamo creare una società umanizzata e pacifica? Possiamo creare una società conviviale, solidale e armonica? Possiamo compiere l’unica autentica Rivoluzione che, liberandoci da ogni forma di oppressione, può restituirci la gioia e la felicità che cerchiamo?
La prima sintetica risposta è: sì, la liberazione è possibile.
Come? Iniziando dal nostro interno. Questa è la retta via. Inutile cercare fuori di noi, nessuna rivoluzione esterna ha mai funzionato.
«Sii il cambiamento che desideri dagli altri» ci ricorda Gandhi. «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?» ci ammonisce Gesù. La trave che ti impedisce di amare te stesso e il prossimo.
Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole: la retta via di cui sopra è sostenuta dalle più grandi e antiche tradizioni sapienziali, filosofiche e religiose.
Poi, ecco la prima folgorante novità proposta dalla nostra Costituzione: all’articolo 3, comma 2, il più originale e innovativo, si afferma che il
«pieno sviluppo della persona umana» è la premessa necessaria della democrazia costituzionale. Ne deriva che le qualità dell’amore sono state costituzionalizzate!
Le qualità dell’amore, o qualità dell’essere, sono diventate un dovere giuridico, non più solo morale, rivolto a tutti i cittadini, e in particolare ai dirigenti e alle pubbliche autorità. Sono diventate un dovere che tutela un valore irrinunciabile, fondativo, posto al vertice dell’ordinamento della Repubblica.
La Costituzione, prima che un testo giuridico, è un testo sacro, radicato nell’etica universale, che accomuna la specie umana in ogni luogo e tempo. In altri termini, la Costituzione spirituale viene prima della Costituzione politica ed economica. Essa contiene i valori supremi dell’ordinamento, Anima del Popolo italiano, che fanno parte della forma Repubblicana, sottratta a ogni possibile revisione.
Nel terzo capitolo ci siamo posti un’ulteriore domanda: qual è l’essenza del cammino verso il pieno sviluppo della persona umana, indicato in Costituzione?
La risposta è molto semplice: occorre ricontattare le nostre primigenie ferite d’amore e risanarle.
Lo ripeto: per attuare la Costituzione occorre guarire le ferite d’amore di tutti i cittadini italiani. Niente di meno. Persone non risanate continuano a ferire se stesse e gli altri. Continuano a spargere veleno intorno a sé, in famiglia, con il partner, con i bambini, con i figli, con gli amici, sul lavoro.
I politici, i magistrati, i funzionari pubblici, i vari dirigenti, continuano a spargere veleno, in Parlamento, nel Governo, nelle diverse istituzioni.
Per capire un concetto così ovvio e banale, occorre aver preso molto sul serio ciò che è scritto nell’articolo 3, comma 2. Occorre cioè aver deciso che il pieno sviluppo della propria persona è l’obiettivo primario della vita.
In caso contrario, non si è liberi nel pensiero, non si ha l’intelligenza di capirlo. Si è ottusi, inebetiti, stupidi.



