
Come si combatte il neoliberismo
- Posted by Mauro Scardovelli
- Categorie COMPRENDERE IL MONDO, COMPRENDERE L'ECONOMIA, IL BLOG, La coscienza
- Date 18 Aprile 2026
Noi esseri umani siamo come lampadine: accese di giorno, quando comunichiamo con gli altri ed emettiamo energia, e spente di notte, quando ci ritiriamo e dormiamo per recuperare l’energia consumata durante il giorno.
Siamo campi elettromagnetici che emettono luce. Siamo esseri luminosi durante la veglia. Ma non sempre. Talvolta anche durante la veglia siamo lampadine spente, ritirate in se stesse.
Inoltre, il solo fatto di emettere luce non dice molto sul nostro modo di essere. Ciò che importa è il tipo di luce che emettiamo. Un conto è emettere luce dell’Anima, morbida, dolce, avvolgente, che accarezza gli occhi. Un conto è emettere luce dell’Ego, lampi, spade di luce fredda e acida, che accecano e feriscono la nostra vista. La metafora degli esseri umani come lampadine è molto utile soprattutto per comprendere come funziona un gruppo. Quante persone sono accese? Quante sono spente? Quale luce emanano? Dove ci sono luci spente, fioche o alternate a lampi e spade di luce, il gruppo funziona a un basso livello di intelligenza. Quante più sono le luci accese, calde e confortanti, tanto più il gruppo funziona a un alto livello di intelligenza.
Possiamo integrare questa metafora visiva con una metafora uditiva. Che musica emanano le diverse persone? Dolce, morbida, confortevole, ben direzionata, che magari in certi momenti si fa più grande, potente e determinata, senza mai essere violenta e aggressiva? O è una musica debole, senza forza e direzione, incerta e ondivaga, triste e rassegnata? Oppure ancora è forte, molto forte, ma anche acida, graffiante, corrosiva?
Che effetto fa questa musica su di noi? Ponendoci questa semplice domanda, ci spostiamo dalla dominanza del sistema visivo e uditivo a quello cinestesico, il più primitivo, il più adatto a rivelare i nostri sentimenti ed emozioni. Emozioni intese come passi della danza relazionale alla quale stiamo partecipando.
Sentimenti ed emozioni, indici fondamentali che ci informano sul nostro benessere o malessere, sono l’ultima cosa alla quale oggi siamo abituati a portare attenzione. Portiamo attenzione ai contenuti, al senso esteriore delle parole. Non agli stati d’animo a partire dai quali le parole vengono pronunciate o ascoltate.
Quando ci comportiamo in questo modo, crediamo di essere focalizzati a livello del pensiero e della ragione. Ma questo non è retto pensiero: è patologia del pensiero che si nutre di idee malate.
Il retto pensiero, secondo l’ottuplice sentiero, si nutre di retta attenzione, cioè attenzione a ciò che è più importante per porre fine alla sofferenza e aprirci alla gioia dell’essere. Su questa linea, essere in ascolto e risonanza con i nostri sentimenti non è qualcosa di secondario, ma di assolutamente primario. Senza la bussola dei sentimenti diventiamo ciechi e sordi al bene e alla giustizia, senza alcuna possibilità di liberarci dalla sofferenza e accedere all’amore e alla gioia.
In quest’epoca di neoliberismo, siamo diventati analfabeti emotivi.
Il pieno sviluppo della persona umana presuppone in primo luogo un’educazione ai sentimenti e alle emozioni. Ogni seria scienza psicologica non può che confermare questo dato.
Riferimenti bibliografici

I bambini salveranno il mondo
Verso un nuovo rinascimento spirituale e costituzionale
Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
Ti potrebbero interessare
La coniugazione intelletto-cuore
Il maestro Boris Porena
