
I nostri nemici
- Posted by Mauro Scardovelli
- Date 9 Maggio 2026
- Categorie Amore, CRESCITA UMANA E SPIRITUALE, Filosofia, IL BLOG
Satyagraha, parola coniata da Gandhi, significa dedizione alla verità o forza dell’Anima. La forza che si acquisisce quando siamo radicati nella verità dell’Anima, la scintilla divina che abita al nostro interno.
Quando l’Io-governo si fa servitore dell’Anima e dei suoi divini ed eterni valori, quando diventiamo integri – cioè interi, non più scissi, frammentati, schizofrenici – dentro di noi emerge una forza spirituale che non può essere fermata da alcun ostacolo: è la forza di Gesù. L’uomo che si è fatto Dio, che dagli uomini è stato crocifisso, e poi è risorto. È questo il messaggio del Cristo: la resurrezione che ci attende se seguiamo i suoi insegnamenti. Possiamo essere incompresi e perseguitati, ma alla fine assurgiamo al cielo. Anzi, viviamo già nella luce del cielo.
Non è così per i nostri persecutori che sono avvolti dalle tenebre della menzogna. La loro, non la nostra, è una vita infernale. Preda dei demoni e delle forze del male, non meritano il nostro disprezzo, ma la nostra compassione. «Amate i vostri nemici» ha detto infatti Gesù. Amateli, prendetevi cura di loro, perché non sanno quello che fanno.
Quando i nemici della luce detengono grande potere terreno, sono molto pericolosi. Incontrarli sul nostro cammino è una grossa prova. Se siamo capaci di perdonarli, questo accelera la nostra evoluzione. Però, un momento: perdonarli sì, ringraziarli no! Lo dico perché oggi si è fatta strada una moda tipicamente New Age, secondo la quale i persecutori vanno ringraziati perché, come i maestri, ci aiutano a evolvere. Un’immane sciocchezza!
Se vogliamo ringraziare qualcuno che ha favorito la nostra evoluzione, ci sono certamente migliaia, forse milioni di persone che lo meritano prima e al posto dei nostri nemici. A partire dai nostri genitori, dai nostri amici, dalla moltitudine di brave persone che non abbiamo conosciuto, ma che, con il loro umile lavoro, si sono adoperati per un mondo migliore.
Gesù ci ha insegnato a cacciare i demoni, non a ringraziarli!
C’è poi qualcuno che si spinge oltre: dice che i demoni non vanno contrastati, perché operano per il nostro bene. Se loro non ci fossero, noi non evolveremmo. Quindi dovremmo ringraziare tutti coloro che ci provocano danni e disgrazie. Dovremmo anche ringraziare le forze inanimate. Come un sasso che, cadendoci in testa, ci manda all’ospedale per sei mesi con una frattura cranica. Che straordinaria opportunità di evoluzione, una frattura cranica! Se non ho la fortuna che qualcuno mi spacchi la testa, quasi quasi dovrei provocarmi questa frattura da solo. C’è un detto popolare arguto e azzeccato: la madre degli stupidi è sempre incinta. Non so se anche per questa diffusa fortuna ci sia qualcuno da ringraziare. So però che il Dalai Lama, capo spirituale del buddhismo tibetano, interrogato su come si sarebbe comportato di fronte a un rapinatore entrato di notte in casa sua, rispose: «Gli darei una bastonata, per renderlo innocuo, e poi gli accarezzerei la testa».
Forse il Dalai Lama non è abbastanza evoluto per ringraziare il rapinatore, anziché bastonarlo.
Riferimenti bibliografici

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Giurista, psicoterapeuta, musicoterapeuta, fondatore di Aleph.
Dal 2006 si occupa a tempo pieno di formazione, incontri terapeutici, supervisione, ricerca.
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