APPELLO PER UN THINK TANK

Accorato appello per creare urgentemente un Think Tank operativo, che si adoperi per l'immediato ripristino della legalità costituzionale.

Costruiamo una base di consenso popolare per legittimare la creazione di un Think Tank operativo, un gruppo di esperti che si adoperi per l’immediato ripristino della legalità costituzionale.

Affinché si possa sperare in un possibile futuro democratico per il nostro Paese è di estrema urgenza agire in modo coordinato ed efficace.

RICHIEDIAMO A COLORO CHE STANNO PRESENTANDO DELLE PROPOSTE CONCRETE AL GOVERNO E PARTECIPERANNO AL THINK TANK:

di sottoscrivere un accordo di accordarsi, ponendo fine ad ogni possibile competizione e iniziando a collaborare insieme, seguendo l’esempio dei Padri Costituenti
di dichiarare esplicitamente la piena adesione ai valori costituzionali e il desiderio di unire le forze per realizzarli
di sottoscrivere quindi il documento Verso una nuova umanità: attuare la Costituzione per salvare il nostro paese dalla rovina (vedi Allegato)

LE PROPOSTE IN CORSO

PIANO DI SALVEZZA NAZIONALE

Proteggere e mobilitare le risorse nazionali senza ricorrere a prestiti esteri.

Chiediamo: titoli di stato dedicati alle famiglie, banche pubbliche, biglietti di stato, crediti fiscali.

Trasformiamo l’emergenza in opportunità.

PER LA RINASCITA DELL’ITALIA, ATTRAVERSO L’ECONOMIA REALE E L’OSSERVANZA DELLA COSTITUZIONE

È necessario adottare un piano che metta in sicurezza il Paese e che ponga le basi per una rinascita dell’Italia basata sui principi della Costituzione repubblicana.

Scopri l’intera proposta nel dettaglio.

HELICOPTER MONEY PER BATTERE IL CORONA VIRUS

La Banca Centrale Italiana può creare immediatamente un importo necessario e stabilito, accreditandolo direttamente ai cittadini il cui totale, approssimativamente, è di circa 500 miliardi.

CI SALVIAMO DA SOLI! UN PIANO CONCRETO DI ECONOMIA E FINANZA ISPIRATO ALL’ECONOMIA SOCIALE

Alberto Micalizzi, in collaborazione con Mauro Scardovelli, Nino Galloni e Guido Grossi:
l’Italia non ha bisogno di prestiti internazionali, si può introdurre liquidità nel Paese senza aumentare il debito pubblico, si può iniziare da subito a riconquistare gradi crescenti di sovranità senza chiedere il permesso a nessuno!

SOTTOSCRIVI L'APPELLO PER UN THINK TANK UNITO ED ALLARGATO
Accorato appello per creare urgentemente un Think Tank operativo, che si adoperi per l'immediato ripristino della legalità costituzionale.
Per maggiori informazioni si veda POLICY - Termini generali e sezioni annesse.

IL DOCUMENTO PROGRAMMATICO

Non c’è alcun dubbio: durante gli anni in cui la Costituzione fu attuata (1948 -1978), noi italiani, con la nostra operosità e creatività, abbiamo ricostruito un paese distrutto dalla guerra e siamo diventati la quinta potenza economica mondiale. Abbiamo realizzato il “miracolo economico”. Siamo stati la nazione che è cresciuta di più.

Come? Molto semplice: applicando i principi dell’economia Keynesiana, previsti in Costituzione. Con questa ricetta, che prevede la protezione del lavoro, anziché la protezione dei grandi capitali (prevista dal modello neoliberista), abbiamo raggiunto la piena occupazione, il continuo incremento dei salari e dei diritti dei lavoratori, e un welfare state che raggiungeva livelli di eccellenza. La nostra sanità, la nostra scuola, la nostra cultura, la nostra piccola impresa, erano riconosciuti come modelli di eccellenza e di riferimento in tutto il mondo.

Poi è iniziato il nostro inesorabile declino.
Dalla morte di Aldo Moro in poi (1978), noi, Popolo, e la nostra Costituzione, Anima del Popolo, siamo stati traditi da politici che avevano sposato il modello neoliberista. Modello antitetico e contrapposto a quello Keynesiano.

Gradualmente, anno dopo anno, sono state introdotte norme che disattivavano i fondamentali della Costituzione: eguaglianza, solidarietà, pieno sviluppo della persona umana, partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese. Progressivamente abbiamo perso i nostri diritti, insieme alla salute economica, psichica e spirituale. Da comunità di cittadini uniti dal dovere di solidarietà e protezione dei più deboli, siamo diventati esseri competitivi, egoisti, in lotta gli uni con gli altri.
I ricchi sono diventati sempre più ricchi, la classe media è in via di estinzione, i poveri stanno diventando sempre più poveri. L’ingiustizia sociale e la distruzione dell’ambiente sono diventati endemici in tutto il pianeta.

Si stava realizzando un sogno: la fine dell’oppressione dell’uomo sull’uomo. Avevamo davanti un “continuo progresso in termini di felicità, conoscenza e saggezza”: la via di “un nuovo Paradiso sulla terra”(1). Lo abbiamo trasformato in un incubo, accompagnato dalla convinzione della sua ineluttabilità: there is no alternative (non c’è alternativa). Parola di Margaret Tatcher.

 

(1) Dal Manifesto Russell-Einstein, pubblicato a Londra il 9 luglio del 1955, citato da V. Mancuso, Il coraggio di essere liberi. La citazione intera, tratta da Mancuso, è:
Per superare la crisi antropologica che stiamo attraversando, “dobbiamo imparare a pensare in modo nuovo”. “Se scegliamo di compiere questo passo”, con fede e determinazione, “abbiamo davanti un continuo progresso in termini di felicità, conoscenza e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte, perché non riusciamo a superare i nostri conflitti? Noi ci appelliamo come esseri umani ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate tutto il resto. Se saremo in grado di farlo, si apre la via di un nuovo Paradiso; se non lo saremo è davanti a noi il rischio della morte universale”.

Il Coronavirus, costituendo grave minaccia per la salute fisica ed emotiva di tutti, nessuno escluso, paradossalmente può essere fonte di salvezza dall’abisso oscuro in cui stiamo precipitando.
Sintomo che, ben interpretato, può condurci al risveglio dall’incubo neoliberista. Incubo che sta distruggendo la nostra psiche, individuale e collettiva, divenuta preda delle passioni tristi: rabbia tristezza, paura, impotenza, senso di inadeguatezza, depressione.

Il Coronavirus ci mette davanti agli occhi un fatto incontrovertibile: la terra che ci ospita, come organismo vivente, è più forte della specie umana e della sua prepotenza.
Il delirio narcisista, con il suo mondo artificiale sempre più avulso dalle leggi della biologia, ci staccava dalla nostra Anima, rendendoci via via più arroganti, più egoisti e nemici tra noi. Tale delirio sta subendo la sua prima grande e definitiva sconfitta planetaria.

Risvegliarci oggi significa comprendere chi siamo, quale è la nostra essenza, quali sono le nostre caratteristiche, le nostre potenzialità e i nostri limiti. Certamente non siamo nati coccodrilli o grizzly. Non possiamo bastare a noi stessi. Abbiamo bisogno degli altri. Siamo per natura esseri socievoli, solidali, comunitari. La nostra felicità massima è appartenere ad una comunità, nella quale vale la legge dell’amore, la legge del dono reciproco.
Non è una credenza o un’opinione tra tante, che domani può essere sostituita da un’altra. L’abbiamo sempre saputo: è il nostro sogno, nascosto nei meandri più profondi della nostra psiche. Sogno comune, in tutti i tempi e luoghi della terra.

Questa verità, per noi italiani, è diventata parte centrale nella nostra Costituzione. Non è più solo una conoscenza interiore, una conoscenza etico-filosofica-spirituale. Non è più solo un dovere morale. E’ diventato un dovere giuridico. Ecco perché, nei momenti bui che stiamo attraversando, è nella Costituzione che dobbiamo cercare la risposta.

Emergenza Coronavirus. Che cosa vuole oggi il popolo italiano dal suo governo? Che decida immediatamente di investire quanto serve per la sanità e per l’economia. Fino ad oggi il governo Conte si è limitato a spendere pochi spiccioli, rispetto alle reali esigenze.

Perché questa parsimonia, perché questa indecisione che costa indicibili sofferenze ad un numero crescente di persone?

Molto semplice: l’attuale governo, come tutti quelli che lo hanno preceduto negli ultimi decenni, non ha più il potere di stampare moneta propria, ma deve chiederla a prestito alle banche private.
Non è più il Parlamento da noi eletto, ma il sistema finanziario delle banche che decide le politiche dei governi.

Cari cittadini, è ora di svegliarsi. Non siamo più in uno stato democratico. Viviamo in una dittatura finanziaria.
Chi decide le nostre sorti, nella salute come nell’economia, sono dei colossi privati, delle società multinazionali, il cui scopo è fare sempre più profitto a danno dei popoli della terra, anche nei momenti di emergenza come questo.

La nostra Costituzione, che nel primo trentennio dopo la guerra, ci ha consentito di diventare la quinta potenza economica mondiale, è stata in gran parte annullata dai Trattati Europei e da altri Trattati internazionali, di natura economica.
Quando siamo entrati nell’Euro, ci è stato detto che avremmo lavorato un giorno alla settimana in meno, e avremmo avuto salari più alti. L’Euro sarebbe stata la nostra salvezza per superare una crisi imminente.

Ebbene, ci hanno mentito. Una classe di traditori del popolo ci ha svenduto alla tirannia della finanza. Quella stessa finanza internazionale apolide che, secondo la visione comune dei Padri costituenti, è stata responsabile della prima e della seconda guerra mondiale, e dei totalitarismi del ‘900.

La Costituzione è nata con lo scopo preciso di istituire un modello socioeconomico radicalmente nuovo: libero, egualitario, equanime e giusto.
Un modello che sostituisse per sempre il precedente assetto liberista, fondato sull’oppressione dei più forti sui più deboli.

Oggi i nodi vengono al pettine. Quarant’anni di politiche neoliberiste ci hanno gradualmente impoverito: abbiamo perso un terzo del tessuto industriale, abbiamo ridotto la spesa pubblica, tagliato i servizi, chiuso ospedali, ridotto i posti letto; abbiamo svenduto i beni pubblici, abbiamo delocalizzato le nostre aziende, abbiamo abbassato i salari, abbiamo continuato a perdere posti di lavoro.
Tutto questo, ci veniva detto, doveva servire a far ripartire l’economia e a ripagare il debito che si accumulava sempre più. Mancavano i soldi: questo era il mantra ripetuto quotidianamente a reti unificate.

 

Ma in uno Stato democratico costituzionale, i soldi non possono mai mancare.
Lo Stato infatti ne può stampare quanti ne servono, senza limiti (1)

(J.M. Keynes).

 

Nessuno ci ha detto che i nostri governanti da alcuni decenni hanno ceduto alle banche la sovranità monetaria. (2)
Sono quindi le banche che controllano la nostra politica, non i Parlamenti da noi eletti.
Poi è arrivato il Coronavirus, e ha tolto il velo che copriva una montagna di menzogne criminali. Oggi tutti ci accorgiamo che mancano i posti letto negli ospedali, mancano i macchinari, mancano i medici. Negli ultimi anni abbiamo tagliato 70.000 posti letto e ridotto di 8.000 unità il personale medico. A vantaggio di chi? Dei privati, che lucrano sulla nostra salute.
Oggi il popolo si sta risvegliando dall’incubo neoliberista, che ha annullato i diritti previsti dalla nostra Costituzione.
Ora si comincia a capire che la Costituzione è l’ultima nostra àncora di salvezza.
Uniamo quindi le forze! Ridiamo vigore alla nostra Costituzione, riprendiamoci la nostra sovranità, compresa quella monetaria, e rapidamente rimettiamo in sesto la sanità e l’economia. Un popolo unito sotto la bandiera della Costituzione non ha nulla da temere dai mercati.

 


 

(1) Più precisamente, col solo limite della piena valorizzazione delle risorse esistenti, ovvero con l’obiettivo di fornire piena risposta ai bisogni della società e dello Stato.
Vedi J.M.Keynes, Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta, 1936

(2) Ad essere precisi, secondo una autorevole dottrina (cfr. gli ultimi scritti di Paolo Maddalena, pubblicati sul sito “Attuare la Costituzione”; teoria interpretativa sostenuta anche da altri autori ben noti, come Fabio Conditi), la sovranità monetaria che abbiamo ceduto all’UE non è completa. Ad esempio, è sempre rimasta la possibilità, prevista dal TUE, di emettere note di stato da parte dei governi, con valore circoscritto al territorio nazionale. Possibilità che nessun governo neoliberista ha mai utilizzato, per ovvie ragioni.

La prima mossa che noi cittadini dobbiamo fare è quella di promuovere ed incoraggiare la creazione di un Think Tank, un gruppo formato dai migliori intellettuali ed esperti, – nel diritto, nell’economia, nella finanza ecc. –, radicati nei valori costituzionali, riconosciuti ed apprezzati dal Popolo. Popolo che in essi ripone fiducia perché hanno dimostrato di spendersi per il bene comune, e non per il proprio vantaggio. Perché si sono dimostrati onesti e coraggiosi.
Un gruppo di nobili amici, disponibili a superare eventuali divergenze, in vista del comune obiettivo: diventare l’Anima del popolo italiano, che si esprime con un’unica voce corale. Diventare l’Anima del popolo italiano, come lo furono i Padri costituenti, i quali, partiti da posizioni politiche assai diverse, seppero superare i propri punti di vista parziali per raggiungere una sintesi superiore che li armonizzasse tutti.
Questo fu il metodo adottato dai Costituenti. Metodo che favorisce il sorgere di una mente di gruppo, più ampia, più acuta, più intelligente, delle menti individuali che vi partecipano. Da questa mente, da questo stato di coscienza più elevato, che unisce l’intelletto e il cuore, ebbe origine la nostra Costituzione, la più democratica del mondo, alla quale si ispirò la Carta universale dei diritti dell’uomo.
Occorre aggiungere che la nostra Costituzione non è solo un testo giuridico, suscettibile di essere cambiato in qualsiasi momento. La Costituzione è un testo sacro, un testo spirituale, nel quale trovano espressione i principi eterni dell’etica universale, che accomuna le più grandi tradizioni sapienziali, filosofiche e religiose. Principi che hanno ispirato i Padri costituenti durante tutto il loro delicato lavoro.
Per poter uscire dalla situazione politica, economica, finanziaria, sanitaria, in cui ci troviamo, occorre un Think Tank all’altezza dei Padri costituenti.
Nessun ragionamento tecnico, privo di una grande visione, potrà mai salvarci.

Oggi è in gioco il tipo di umanità che vogliamo essere:

quella vecchia, bellica e predatrice, formata da individui egoisti in lotta gli uni con gli altri (come vuole il neoliberismo),
o quella nuova, fondata sugli eterni valori spirituali, dell’amore e della fratellanza, prevista dalla nostra Costituzione e dai testi sacri di tutte le grandi tradizioni sapienziali e spirituali.

Il popolo è disperso, i gruppi e i movimenti che si formano nella società civile hanno vita breve. I partiti hanno vita breve. Dopo un inizio, segnato dal collante di grandi speranze, presto si dividono in correnti e sotto correnti, ognuna delle quali lotta per la conquista del potere.
Che abissale distanza c’è tra i partiti politici di oggi, dediti unicamente all’affarismo e all’acquisizione del consenso, guidati da capi asserviti al potere finanziario, privi di ogni visione ideale, indifferenti al bene del popolo e i partiti come erano stati concepiti dai costituenti, organi essenziali a realizzare la nuova forma di democrazia costituzionale, in cui tutti i lavoratori partecipano all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.

Partiti che, guidati da leader visionari, avevano il compito di formare una classe dirigente in grado di compiere la rivoluzione della società prevista in Costituzione. Partiti come cinghie di trasmissione della volontà popolare verso un Parlamento che, eletto secondo criteri di proporzionalità, doveva rappresentare tutte le istanze della società civile. Partiti che avrebbero dovuto collaborare con metodo democratico al loro interno e tra di loro, per favorire l’emergere di uno stato di coscienza più elevato, in grado di armonizzare i diversi punti di vista in una sintesi, sempre più unitaria, che li rappresentasse tutti.

Il sogno dei Costituenti, tradito dalle trame delle forze avverse alla liberazione dei popoli, non si è realizzato.

Oggi ci sono tutte le condizioni per riprendere quel sogno e trasformarlo in realtà.

Il Popolo ha fatto sufficiente esperienza di economia predatoria e finanza speculativa, che hanno prodotto i danni di una guerra. E’ disorientato, ma vuole un cambiamento.
Questo è il momento propizio per alleare tutte le forze del paese che vogliono attuare la Costituzione.

La frammentazione della Polis, ovvero dell’io collettivo, alla quale assistiamo, corrisponde alla frammentazione degli io individuali.
La psiche umana, individuale e collettiva, soffre di un crescente male, che si rivela in livelli via via più elevati di scissione e schizofrenia. Non siamo più nell’ambito delle nevrosi, studiate e curate dalla pratica terapeutica classica. Gli strumenti della vecchia psicoterapia si rivelano oggi inadeguati a sciogliere le sofferenze costitutive della psiche universalmente diffusa oggi.
Ognuno per sé, io, io io… ecco le parole d’ordine del narcisismo o, più specificamente, del narciliberismo in cui siamo precipitati.

Non possiamo dimenticare questa verità se vogliamo davvero cambiare il mondo “grande e terribile” in cui viviamo oggi. Non possiamo dimenticarcene soprattutto nel creare un Think Tank coeso, che possa fungere da orientamento e guida al popolo italiano, disperso, depresso e disorientato.

Anche tutti coloro che possono definirsi “esperti”, non sono immuni dalla malattia della psiche in cui tutti siamo immersi.

Per formare una comunità, radicata nell’amicizia e nel sostegno reciproco, che possa diventare una base sicura per il Popolo, è necessario che ciascuno di noi si impegni a coltivare un io coeso in grado di reggere le sfide estreme che ci attendono, non solo nei confronti dell’esterno, ma all’interno stesso del gruppo.
Tutti dobbiamo approfondire le nostre capacità di ascolto e risonanza empatica con gli altri, per superare le eventuali divergenze ed essere la voce corale unitaria dell’Anima del Popolo.

Per attuare la Costituzione italiana, dobbiamo attuare la nostra costituzione spirituale, interiore e di gruppo.

Ormai lo sappiamo bene: l’economia, la finanza, le banche, le istituzioni non cambieranno nella sostanza se non cambiamo il tipo di umanità che vogliamo essere. Mondo interno e mondo esterno si corrispondono: sono l’uno la messa in scena dell’altro.

Nei tempi bui del Coronavirus, il cammino verso una nuova umanità, socievole e donativa, è sempre più avvertito come l’unica possibilità che abbiamo per sopravvivere e rifiorire.

OCCORRE UNIRE LE FORZE

È tempo di creare un organismo diverso, che possa prendere corpo e visibilità decisamente maggiori, che sappia proporre una via concreta, saggia, e realizzabile per il bene del nostro Paese, ripristinando la saggezza insita nella Costituzione Italiana, sciogliendo i cappi e le catene di trattati capestri e di un debito pubblico odioso, ripudiando tutto ciò che è stato avvallato da leggi totalmente incostituzionali e quindi di fatto nulle.

Ogni grande viaggio inizia con un primo passo.
A nostro modo di vedere, il primo fondamentale passo è costituire un Think Tank.

Occorre, cioè, la creazione di una squadra coesa di collaboratori ed intellettuali che si sostengano reciprocamente, in grado di parlare con un’unica voce alla popolazione.

Un faro acceso in questo porto delle nebbie che è l’oggi, un faro che acquisisca la fiducia della popolazione, in quanto costituito da intellettuali credibili, che hanno dimostrato di spendersi per il popolo e non per il propio vantaggio; che si sono dimostrati onesti, coerenti e generosi.

Senza fiducia del popolo non si può fare nessun progetto. È necessario che la Popolazione capisca e sostenga questa squadra. È il popolo che, attraverso il Parlamento, potrà fare le leggi necessarie.

Il Metodo Moro

Ma come superare le difficoltà caratteriali dei potenziali appartenenti a questo TT?
Non è facili riunirsi, scambiare punti di vista e riflessioni, fino ad assumerne uno che li riassuma tutti, e che sia una sintesi migliorativa ed arricchente dell’apporto di ognuno.
Tutto questo implica elevate capacità relazionali e di ascolto.

“Siamo nani sulle spalle dei giganti” ed anche in questo caso possiamo fare affidamento a chi ci ha preceduto: i Padri Costituenti.
Aldo Moro sempre sollecitò le qualità dell’attenzione, del rispetto reciproco e dell’ascolto.
Fu il metodo che Moro utilizzò con i Comunisti. Riteneva infatti importante la collaborazione dell’opposizione nel processo decisionale e legislativo.

Potremme definire questo come Metodo Moro: si tratta a nostro parere dell’essenza della democrazia. È la via del dialogo e del rispetto reciproco.
Molti degli articoli fondamentali della Costituzione sono il frutto di intense elaborazioni, nascenti da posizioni anche molto diverse tra loro, ma accordate e germogliate grazie ad un ascolto e ad un dialogo fecondi e solidi.

Questo è il metodo con cui il TT potrà lavorare. Chi vi parteciperà dovrà essere quindi disponibile ad adottarlo in pieno.

Il passaggio da una mente individuale ad una mente di gruppo

È esperienza comune vedere quanta difficoltà vi sia, nei partecipanti di un gruppo, a lasciar andare le proprie certezze e posizioni per mettersi, anche solo per un momento, in ascolto attivo, sincero ed empatico, delle posizioni altrui.
Tuttavia acquisire questa abilità è fondamentale per generare una mente di gruppo, mente assai più feconda, generativa e saggia di una mente individuale.

La ragione per cui è così difficile, in un gruppo, accedere all’ascolto empatico dell’altro, affonda le proprie radici nella struttura narcisistica che la cultura neoliberista, fondata su competizione e sfruttamento, ha contribuito a rendere ipertrofica nella psiche di ognuno di noi.

Siamo infatti infettati da questa struttura disfunzionale, narcisistica, che come tale ci mette in costante conflitto competitivo reciproco, e di conseguenza ci mantiene in costante stato di stress.

Nello stato di stress è noto che non siamo in grado di avere una mente libera e creativa, attenta ed acuta, bensì ci troviamo in una condizione in cui i si attivano i centri nervosi più arcaici, libico e rettiliano, portandoci in uno stato di attacco o fuga.

Ciò che spetta a coloro che vorranno fare parte del TT è questo tipo di passaggio: da un io frantumato, competitivo e scisso ad un io coeso e collaborativo.
Non si tratta di un compromesso, ma di una vera e propria sintesi superiore dovuta ad un innalzamento del livello di coscienza e di consapevolezza del gruppo stesso. Ne nasce un’anima di gruppo creativa e saggia, coraggiosa e dall’ampia visione.

Un livello di coscienza più elevato è assolutamente necessario per saper rispondere alle sfide che oggi ci troviamo ad affrontare.

Ho un sogno condiviso:
formare una squadra di nobili amici, forte, coesa, entusiasta. Una squadra di samurai. Una squadra i cui membri, incarnano, nel pensiero e nell’azione: un sogno in apparenza impossibile.

Il sogno di una rinascita, di una nuova primavera dell’umanità, spiritualmente e tecnologicamente progredita, pronta a condividere i beni della terra.

Una primavera che restituisca rispetto, dignità e giustizia a tutti gli esseri umani, a tutti i viventi e alla natura che ci ospita. Una primavera che segni la fine della guerra commerciale e finanziaria, scatenata e vinta su ogni fronte dall’1% dell’umanità contro il restante 99%.

Mauro Scardovelli

SCOPRI TUTTI I TESTI FONDATIVI DEL PROGETTO UNIALEPH

Per comprenderne la proposta, l'obiettivo, la visione