WORKSHOP | Tecnologia, etica e Costituzione | 8 febbraio 2020, Piacenza

Quotidianamente prendiamo atto che è sempre più difficile pensare ad una tecnologia per l’uomo: le evidenze indicano piuttosto il contrario: siamo noi esseri umani ad adattarci agli sviluppi – a tratti inquietanti, come nel caso del 5G – della tecnologia.

Eppure la Costituzione del nostro Paese pone al centro il pieno sviluppo della persona umana, priorità su tutto il resto.

La vera domanda da porsi è: come possiamo recuperare la capacità di scegliere ed orientare lo sviluppo della tecnologia per il bene comune?

Il capitalismo distrugge le comunità e distrugge la piena occupazione. Distrugge l’essenza dell’essere umano sano: il dono di sé.
Ma non esiste solo la disoccupazione umana, esiste anche la disoccupazione tecnologica. Che cosa si intende per disoccupazione tecnologica? Comunemente, con disoccupazione tecnologica si intende la perdita di posti di lavoro dovuta alla sostituzione della manodopera umana da parte di macchine e robot, sempre più precisi ed affidabili grazie al progresso tecnologico.
Ma, in un’accezione più interessante, essa può esser intesa come il mancato uso di tecnologia al servizio del bene comune.
In questo senso, accanto alla disoccupazione umana, esiste oggi un’enorme disoccupazione tecnologica. La ricerca scientifica, svolta da veri scienziati non al servizio delle multinazionali, ha fatto immensi progressi in settori come l’energia rinnovabile, l’agricoltura e la medicina.
Ci sono quindi tecniche di produzione energetica, tecniche di agricoltura biologica e biodinamica, tecniche terapeutiche e farmaci, che non vengono diffusi e utilizzati, per il semplice fatto che non producono profitto alle multinazionali petrolifere, agroalimentari e farmaceutiche. Quindi l’umanità, optando per il modello capitalistico, non solo sta distruggendo la salute di tutti e dell’ambiente, ma sta rinunciando ad opportunità di benessere diffuso, di bellezza e di giustizia, prima inimmaginabili.
35 La Costituzione italiana (art. 9) promuove proprio questo tipo di ricerca scientifica e tecnologica, che porta ad un autentico progresso materiale e spirituale del paese. Ricerca che può essere finanziata ad libitum, recuperando la sovranità monetaria.
Chi sostiene che la Costituzione, superata dalla globalizzazione, sia vecchia e vada cambiata, o è un ottuso ignorante, o un disonesto criminale con interessi da difendere.
La Costituzione in realtà delinea un magnifico futuro al quale tutti vorremmo appartenere e nel quale l’uomo cessa di essere il cancro del pianeta, il predatore più distruttivo, ed inizia ad essere una risorsa intelligente per tutti i viventi.

Mauro Scardovelli – La moneta e la Costituzione, 2019

Workshop esperienziale e trasformativo aperto a tutti

è gradita una libera donazione in loco per sostenere le spese

Sede dell’evento

Fondazione Piacenza e Vigevano, Via S. Eufemia 12, PIACENZA

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Per partecipare è necessario compilare l’iscrizione al seguente link:

In collaborazione con

Orario di inizio

10:00

8 Febbraio 2020

Termine

18:00

8 Febbraio 2020

Indirizzo

FONDAZIONE PIACENZA E VIGEVANO - Via Santa Eufemia 12, Piacenza